Attualità

Povertà, pubblicato il Rapporto Caritas 2025

Cura, assistenza, e lavoro giornaliero per superare gli ostacoli più insormontabili: oltre 80 famiglie si sono rivolte ai centri Caritas

Michela De Vita, Monsignor Giovanni Paccosi e Don Armando Zappolini

E' andata in scena nella mattinata odierna, nel palazzo della Curia Vescovile di San Miniato, la conferenza stampa di presentazione del rapporto Caritas 2025 sulla situazione di povertà, assistenza e supporto alle persone in difficoltà facenti parte della Diocesi.

Grazie al lavoro di più di 100 volontari, della quale 46 formati professionalmente in vari ambiti, nel 2025 la Caritas della Diocesi di San Miniato ha distribuito 7.106 aiuti alimentari, ma i bisogni che i Centri di ascolto territoriali intercettano non sono solo quelli legati al cibo. 

Nell’ultimo anno sono state 80 le persone e le famiglie con gravi difficoltà abitative che si sono rivolte ai Centri. Tra le cause dell’emergenza abitativa che i Centri di Caritas affrontano quotidianamente: sfratti, alloggi insalubri, coabitazioni forzate e impossibilità di accedere al mercato immobiliare; una situazione disagiante per decine di migliaia di cittadini in tutta Italia, costretti a subire le conseguenze di una situazione geopolitica instabile.

Palazzo della Curia Vescovile

La fetta più grossa di nazionalità delle persone che si rivolgono ai Centri è rappresentata dagli italiani (381), seguono i marocchini (152), i senegalesi (128), gli albanesi (63), i macedoni (36), i nigeriani (21). Gli utenti che vengono da altri paesi africani sono 30 e da altri paesi dell’Est Europa 32. La classificazione per religione vede una forte presenza di cristiani: cattolici (284), a cui si aggiungono gli ortodossi (50). I musulmani sono 382.

 “La carità come si può leggere in queste pagine – dice il Vescovo di San Miniato, Monsignor Giovanni Paccosi, nell’introduzione – non è, in primo luogo, ciò che diamo, il calcolo di quanto siamo stati efficaci, ma la presa di coscienza che il nostro amore concreto, una forma di cura verso gli altri che si incarna nella vero messaggio di Gesù, quello della carità.  Una strada che dovrebbe essere sempre più valorizzata e percorsa, con un lavoro omnicomprensivo di coordinamento e vicinanza verso chi ha più bisogno".

Come dichiarato da Michela De Vita, curatrice del rapporto, la fascia d'età che maggiormente si presenta nei centri è quella compresa tra i 45 e i 54 anni, nel pieno dell'attività lavorativa. "Questo fa capire quanto anche persone che lavorano, non ce la fanno ad arrivare a fine mese, chiedendo aiuto ai nostri centri. Una situazione per la quale ci stiamo facendo trovare sempre più pronti, anche tramite la collaborazione di centri per l'impiego e agenzie sul territorio".

“Questo prezioso strumento di conoscenza delle povertà presenti nel territorio della nostra Diocesi – ha dichiarato don Armando Zappolini, direttore della Caritas diocesana - ci offre ogni anno la possibilità di uno sguardo più attento e consapevole e stimola la nostra chiesa locale a una presenza accanto alle persone che vi abitano. I numeri raccontano infatti i volti e le storie che i nostri operatori e i volontari incontrano e ascoltano, il pianto e i sogni, la fatica di percorsi di grande solitudine e il desiderio di un futuro migliore. Tutto questo non ci lascia indifferenti, ma ci coinvolge come persone e soprattutto come credenti”.