Attualità

L'azienda dona i camici agli studenti del Cattaneo

La ditta chimica, parte di Lapi Group, conferma il supporto all’istituto tecnico come forma di vicinanza ai giovani chimici di domani

La donazione dei camici da laboratorio a studenti e studentesse dell'Istituto Tecnico "Carlo Cattaneo" di San Miniato è ormai diventata una tradizione per le aziende Lapi Group.

Sono oltre dieci anni che la holding con sede a Santa Croce sull’Arno regala, attraverso le attività del Progetto Giovani, questo dpi alle prime classi come forma di augurio per il percorso di studi appena iniziato. Un dono dal valore simbolico che quest’anno è stato rinnovato da FGL International, azienda del Gruppo Lapi produttrice di prodotti chimici ad alto valore aggiunto per il settore conciario.

Lunedì 26 Ottobre, Giacomo Giacomelli, Strategic Marketing Manager di FGL International, ha consegnato insieme a Sara Cerri e Marchina Macchia, referenti del Progetto Giovani Lapi Group, 43 camici bianchi che i giovani delle classi prime indosseranno per i prossimi anni di lezione in laboratorio.

“È per noi una grande soddisfazione vedere per i corridoi della scuola ragazze e ragazzi che indossano i camici delle varie aziende Lapi Group che nel corso degli anni hanno regalato agli studenti di prima il loro camice da laboratorio. Quello del camice è un omaggio simbolico che rappresenta la vicinanza del Gruppo Lapi all’Istituto Cattaneo e ai giovani che muovono i primi passi nel loro percorso scolastico nel campo della chimica – commentano gli organizzatori del Progetto Giovani Lapi Group - Il nostro rapporto coi giovani continua ad essere quello di apertura. Cerchiamo di dare un supporto alla formazione sul territorio in cui operiamo e di instaurare una relazione che va avanti negli anni in un percorso che passa attraverso le visite in azienda e può trasformarsi anche in una possibile esperienza di stage o alternanza scuola-lavoro”.

La consegna dei camici è avvenuta presso l'Auditorium della scuola alla presenza della nuova dirigente scolastica Angela Rossodivita e di alcuni professori dell’istituto.