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"L'aria di guerra ha invaso il nostro continente"

​La consigliera regionale Irene Galletti, in visita nel Cuoio: "Dopo 80 anni di pace, l'Unione è a rischio. Le Regioni siano ascoltate"

"Il ritorno della guerra nel continente e la crescente influenza dei grandi poteri finanziari sulle scelte politiche impongono una riflessione sul futuro dell'Europa e sulla sua capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini."

Così Irene Galletti, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e Presidente della Commissione Politiche europee e relazioni internazionali, è intervenuta all'incontro "L'Europa che verrà – Territori, risorse e democrazia nel nuovo ciclo europeo", organizzato nell'ambito della rassegna Degustando l'Arte presso la Fondazione Conservatorio Santa Chiara di San Miniato.

"La coesione economica e sociale è una delle fondamenta dell'integrazione europea. Ha permesso di sostenere le aree più fragili, finanziare servizi e ridurre le distanze tra territori che partivano da condizioni profondamente diverse. Indebolirla proprio mentre l'Europa affronta nuove tensioni internazionali e crescenti disuguaglianze rischia di alimentare ulteriormente le divisioni. È altrettanto preoccupante l'ipotesi di accentrare la gestione dei finanziamenti a livello nazionale, perché le Regioni conoscono le necessità delle proprie comunità e devono poter partecipare alle decisioni su come impiegare le risorse" dichiara la consigliera.

"Per la Toscana questo confronto riguarda servizi che i cittadini conoscono bene: gli asili nido gratuiti, il sostegno all'acquisto dei libri scolastici, i progetti per la vita indipendente delle persone con disabilità e le politiche attive del lavoro. Sono interventi che hanno beneficiato delle risorse europee e la cui continuità dipende anche dalle scelte che verranno compiute a Bruxelles. In un'Europa nella quale cittadini e piccole imprese faticano a far sentire la propria voce di fronte al peso dei grandi interessi economici, togliere risorse e capacità decisionale ai territori sarebbe un errore gravissimo. Le Regioni devono essere ascoltate nei negoziati sul prossimo bilancio: è anche dalla loro capacità di rispondere ai bisogni delle comunità che dipende il futuro dell'Unione» conclude.