La stagione del tartufo marzuolo è alle porte, e un territorio come quello di San Miniato si prepara a vivere un periodo di gusto e specialità. Dopo settimane di piogge abbondanti, nei boschi l’umidità non manca. A fare la differenza, adesso, è il sole.
Come dichiarato da La Nazione, I primi esemplari raccolti raccontano di una partenza in salita: pezzi piccoli, quantità limitate e struttura ancora poco sviluppata. Le “pepite” primaverili hanno bisogno di qualche giornata di tepore per consolidarsi dopo aver assorbito fin troppa acqua dal terreno. Il marzuolo, considerato il “cugino” del più pregiato tartufo bianco autunnale, è meno costoso ma resta molto richiesto, anche sui mercati esteri.
Trova comunque ampio impiego per la sua delicatezza: una parte del raccolto viene destinata alla vendita diretta, mentre gli esemplari più piccoli alimentano la filiera dei prodotti trasformati al tartufo. Sul fronte prezzi, al momento il mercato si mantiene stabile: tra i 40 e i 50 euro l’etto. Quotazioni nella media, ma suscettibili di variazioni nelle prossime settimane, in base all’andamento della stagione e alla consistenza della raccolta. Resta invece ampia la forbice con il bianchetto, che oscilla tra i 350 e i 500 euro al chilo.
I frutti della terra stanno per crescere nel bosco, non resta che attendere che la natura e che il sole faccia il suo corso.