Politica

"Prorogata la liquidazione della Sds a dicembre"

"Lo abbiamo scoperto solo in Consiglio comunale" e "la gestione mono comunale fa acqua da tutte le parti", accusa Diritti in Comune

Una proroga decisa il 5 Maggio ma resa nota pubblicamente solo settimane dopo. È da qui che nasce la nuova polemica sulla Società della Salute, con Diritti in Comune che attacca sindaco e giunta accusandoli di aver escluso il Consiglio comunale da informazioni considerate fondamentali per il futuro dei servizi socio-assistenziali.

Secondo quanto riferito dal gruppo consiliare, la notizia della proroga sarebbe emersa soltanto durante l'ultima seduta del Consiglio comunale grazie a una specifica interpellanza. "Lo scioglimento della Società della Salute è stato prorogato dal 31 luglio 2026 al 31 dicembre di questo anno. E' questa ciò che abbiamo scoperto nel corso dell'ultimo consiglio comunale grazie ad una nostra interpellanza", afferma Giulia Contini di Diritti in Comune.

Nel comunicato viene contestato il comportamento dell'assessora Gianna Gambaccini Bonanno e del sindaco, accusati di non aver informato tempestivamente il Consiglio comunale della decisione assunta dalla Conferenza zonale integrata il 5 Maggio scorso. "Stigmatizziamo con forza la condotta del Sindaco e dell'Assessora: non fornendo per tempo informazioni così essenziali a consiglieri, consigliere e alla Commissione, si impedisce il corretto svolgimento delle loro funzioni. Non si tratta solo di un'evidente scorrettezza istituzionale, ma di una gravissima violazione del principio di trasparenza".

Contini evidenzia inoltre come sul sito internet del Comune le delibere della Conferenza zonale integrata risultino ferme a Febbraio 2026. Per questo motivo il gruppo ha annunciato di aver chiesto l'audizione dell'assessora in Commissione consiliare per chiarire le ragioni e i contenuti della proroga.

Le critiche si estendono anche alla gestione complessiva del percorso di liquidazione della Società della Salute. Il gruppo collega infatti questa vicenda alle recenti dimissioni del liquidatore dell'ente, sottolineando come anche in quel caso non sarebbero state fornite spiegazioni pubbliche sullo stato della procedura.

Al centro della contestazione c'è poi il progetto di passaggio alla gestione mono comunale dei servizi sociali. "Da un anno si sbandiera il passaggio dei servizi socio-assistenziali alla gestione mono comunale, ma la realtà è che manca totalmente un'idea di riorganizzazione, un disegno strategico e un impiego straordinario di risorse", sostiene ancora Contini.

La conclusione è particolarmente dura nei confronti della scelta compiuta dall'amministrazione. "Avere sciolto la Sds, e non averla invece profondamente riformata come era necessario, provando ad improvvisare a una gestione mono comunale di servizi (che ad oggi fa acqua da tutte le parti), è una scelta scellerata sulla pelle delle persone più fragili, con la quale si penalizzano ancor di più i territori economicamente meno forti, e non si garantiscono i servizi".