Attualità

Piano strutturale, avanti con le osservazioni

Nell'ultimo consiglio comunale ambiente, sicurezza e turismo per il piano strutturale. Vanni, "Preparazione e competenza su ogni aaspetto"

Il piano strutturale è stato al centro dell’ultimo consiglio comunale di Montopoli in Val d’Arno. Sono state votate le controdeduzioni alle osservazioni presentate da enti preposti e privati pervenute nei 60 giorni di deposito del piano strutturale.

"Un ringraziamento va agli uffici comunali per il lavoro svolto, all’architetto Graziano Massetani e alla commissione Affari del territorio e al suo presidente Fabiano Bertelli – ha commentato la sindaca Linda Vanni -. In commissione ogni osservazione è stata approfondita alla presenza dei tecnici, un metodo che ha permesso a ogni componente di essere consapevole e preparato su ogni aspetto. Metodo che ha portato ad approvare con il voto favorevole di tutti i consiglieri, con una sola astensione, la delibera che raccoglieva tutte le osservazioni".

Tra le linee di indirizzo alla base delle controdeduzioni ci sono l’attenzione alla mobilità lenta, al verde, all’espansione turistica del territorio e soprattutto alla tutela idrogeologica delle aree più fragili

"Montopoli si dota così di uno strumento aggiornato per governare le trasformazioni del territorio per i prossimi quindici anni nel rispetto del patrimonio territoriale e delle esigenze della comunità – prosegue – siamo soddisfatti del percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini e soggetti istituzionali. L’obiettivo è superare le frammentazioni territoriali per creare delle aree più unite da servizi e finalità".

È stata votata all’unanimità la richiesta di deroga alla legge regionale 65 che impedisce nuove costruzioni, per dare la possibilità a chi abita nei luoghi più a rischio idreogeologico, come la golena d’Arno o in prossimità di movimenti franosi, di poter spostare i propri volumi in un’area urbanizzata all’interno del comune. 

L’altro punto all’ordine del giorno è invece indirizzato alla provincia di Pisa per l’eliminazione o la revisione del vincolo di inedificabilità nella fascia di 50 metri dai boschi, vista già la presenza della solida tutela garantita dalla normativa statale.