“Oltre ottocentocinquanta firme. In un Comune di queste dimensioni non è una petizione, è un referendum. Ed è il numero di cittadini che ha dovuto organizzarsi da soli perché chi li amministra, per sei mesi, non ha prodotto altro che percorsi e tavoli".
Così Lorenzo Paladini, segretario provinciale di Forza Italia Pisa, sul bilancio diffuso dall’amministrazione comunale di Montopoli in Val d’Arno in materia di sanità di confine.
"Va detto con chiarezza, perché in questi mesi si è tentato più volte di raccontarla diversamente – commenta Roberta Salvadori, montopolese, dirigente provinciale di Forza Italia, alla quale i cittadini si erano rivolti prima che la vicenda diventasse pubblica – I cittadini chiedono il diritto alla prossimità delle cure, cioè poter accedere ai servizi più vicini anche quando ricadono oltre un confine amministrativo. È un principio che la Regione Toscana ha già riconosciuto, e non da oggi".
"Il 6 marzo 2025 la Regione ha accompagnato la firma dell'accordo quadro tra ASL Toscana Centro e ASL Toscana Sud Est, ventisei Comuni, oltre trecentocinquantamila abitanti. In quell'occasione il presidente Giani disse che i confini sono un segno amministrativo, e che ha senso superarli quando l'obiettivo è dare la migliore risposta possibile ai bisogni di salute. Quella frase o vale per tutti i toscani, o non vale per nessuno. A Montopoli e a Castelfranco di Sotto, evidentemente, quei confini sono più resistenti".
"Lo dico da medico, prima ancora che da cittadina – prosegue Salvadori – qui non parliamo di emergenza-urgenza, per la quale esiste un coordinamento regionale. Parliamo di chi deve ritirare un farmaco con piano terapeutico a venticinque chilometri invece che a cinque, di famiglie che perdono giornate di lavoro per accompagnare un parente a una visita. Non sono opinioni, non sono favole, sono le ventotto testimonianze raccolte dai cittadini".
"Le richieste sono tre e semplici: convocazione immediata del tavolo tecnico con l'ASL Toscana Nord Ovest, misure transitorie per i pazienti più fragili nell'attesa dell'accordo, trasmissione dei dati sulla mobilità sanitaria del territorio. Poi una condizione di metodo, a quel tavolo siedano anche i rappresentanti del comitato. Sono loro ad aver raccolto le firme e le testimonianze. Trattarli come spettatori sarebbe l'ultimo degli errori, l’ultima delle mancanze di rispetto".