L'appello dell'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice in merito ai danni nel Sud Italia, causati dal ciclone Harry, alla vita delle persone. Il Movimento Shalom di San Miniato rilancia e condivide l’indignazione per "una gestione migratoria che sembra pianificare l'oblio. Mentre lungo le coste di Calabria e Sicilia continuano a riaffiorare i corpi di chi cercava vita e libertà, la politica sembra voltarsi dall'altra parte".
"Le parole di Lorefice, inviate a Mediterranea Saving Humans durante la commemorazione al porto di Trapani, non lasciano spazio a interpretazioni - dichiarano dall'associazione del Cuoio - Il prelato ha parlato di martoriate acque del Mare Nostro, scosse da una strage avvenuta nel "silenzio gridato da precise scelte politiche".
"È l'umanità stessa a essere in gioco nel Mediterraneo - ha dichiarato Lorefice, denunciando come l'orizzonte della politica contemporanea sia ormai dominato da una "mera propaganda populista".
Questa la richiesta ai vertici della Chiesa da parte del Movimento Shalom: "Shalom invita tutti i Vescovi delle diocesi italiane a prendere una posizione chiara e pubblica a sostegno di Lorefice. Contro la criminalizzazione: È necessario fare fronte comune contro la narrazione che colpevolizza come "criminali" i soccorritori, definiti dall'Arcivescovo come veri pescatori di uomini e di donne. Restare umani: L'appello è quello di rimettere l'uomo al centro, sottraendo il dramma delle migrazioni alla fredda logica del consenso elettorale".
Anche il Vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, ha espresso vicinanza alla commemorazione, segnando una linea di resistenza etica che Shalom intende amplificare.
"Non possiamo restare spettatori muti di scelte disumane che condannano a morte migliaia di fratelli - conclude il Movimento - La voce di Lorefice non deve restare isolata: è la voce di chi crede ancora che la vita valga più di un confine o di uno slogan."