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lunedì 23 ottobre 2017

Attualità venerdì 06 ottobre 2017 ore 13:30

Lavori alla scuola di Marti, parla il sindaco

Il primo cittadino Capecchi interviene sulla questione dell'edificio scolastico: "I ragazzi potranno tornare dopo Natale"

MONTOPOLI — "Nella veste di sindaco del Comune di Montopoli in Val d'Arno tengo a ribadire, una volta per tutte, che le motivazioni che ci hanno indotto al trasferimento della scuola di Marti presso l’Istituto Comprensivo di Montopoli sono ormai note a tutti e sono state diffuse con ogni mezzo". Così parla il primo cittadino Giovanni Capecchi in merito alla questione dei lavori e chiusura della scuola di Marti.

"Da parte di noi amministratori - ha aggiunto - c'è stata ampia informazione e condivisione con i genitori in un’assemblea che si è tenuta presso l’istituto comprensivo di Montopoli. E’ stato un confronto molto costruttivo e i genitori hanno giustamente esposto le loro preoccupazioni e fatto domande su tutto. Chi rispondeva a nome dell'amministrazione ha anche previsto che, approssimativamente, i lavori sarebbero iniziati dopo una decina di giorni".

E assicura: "Ora è indubbio che questi giorni sono abbondantemente trascorsi senza che il cantiere sia divenuto operativo, ma questo non significa che ci saranno ritardi nel ritorno dei ragazzi a Marti perché, indipendentemente dalla data d’inizio dei lavori, i ragazzi di Marti ritorneranno nella loro scuola dopo le vacanze di Natale. Questa è stata la promessa chiara e netta dell'amministrazione comunale e questa sarà mantenuta. Quindi è inutile e anche ingeneroso che qualcuno si ostini a pubblicare sui social e a propagare a voce notizie allarmate sul protrarsi dell’inizio dei lavori e non esiti a definire questo ritardo come una “vergogna“ per l’ amministrazione. Dopo le vacanze di Natale, i ragazzi torneranno nella loro scuola a Marti. Punto e basta. Se poi questo atteggiamento - conclude Capecchi - ha come unico scopo quello di denigrare sempre e comunque questa amministrazione comunale, che si è preoccupata di approfondire il tema della sicurezza degli edifici scolastici dove studiano i nostri figli e nipoti, credo che chi lo sostiene dovrebbe lui veramente vergognarsi di usare un tema così delicato per una propaganda politica di bassissima lega".

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