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giovedì 30 giugno 2016

Attualità martedì 05 gennaio 2016 ore 07:00

Un incontro con Saccardi sul futuro dei disabili

Diverse associazioni toscane, fra cui I Care e Shalom, hanno chiesto un colloquio con l'assessore regionale al diritto alla salute

FUCECCHIO — Valutare le prospettive future delle persone con autismo e segnalare processi in atto di re-istituzionalizzazione di persone affette da disabilità mentale. Queste le richieste che hanno mosso diverse associazioni toscane a richiedere un incontro all'assessore regionale Stefania Saccardi per discutere del futuro delle persone disabili e affette da autismo.

 Lo scorso 28 dicembre le associazioni Fish Toscana, Autismo Toscana, Autismo Apuania (Massa e Carrara), Autismo in blu (Pescia), Autismo Livorno, Autismo Siena il Piccolo principe, Autismo Arezzo, Opera Santa Rita Prato, Angsa Toscana Lucca, Autismo Casa di Ventignano, Autismo Pisa, Agrabah Pistoia, Cooperativa sociale agricola Sinergic@ onlus Empoli, Cooperativa sociale "Liberamente" onlus Firenze, Associazione Ulisse Onlus Firenze, e successivamente Coordinamento Dipoi, durante e dopo di noi, Coordinamento Associazioni per la salute mentale #vorreiprendereiltreno Onlus, Movimento Shalom Onlus, Parrocchia Collegiata Fucecchio, Fondazione I Care Fucecchio si sono riunite a Fucecchio per valutare la situazione della presa in carico delle persone affette da autismo e per valutare le prospettive future di queste persone nel panorama attuale della Toscana.

Nella lettera inviata all'assessore Saccardi in cui richiedono un incontro, le associazioni scrivono che "ribadiscono la necessità e la volontà di ripensare che cosa si intende per cura, presa in carico ed opportunità di vita per i nostri ragazzi; uscire dalla logica del posto, del posto letto, dei contenitori; parlare di progetti e di percorsi individuali come per ciascun cittadino.. In quanto riteniamo fondamentale per la vita delle persone affette da autismo: la formazione di tutti gli operatori secondo le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità con un adeguato budget; il coinvolgimento della famiglia (non dimenticando i fratelli) in tutte le fasi della vita della persona autistica , creando sinergie tra famiglia, operatori del settore autismo , mondo della scuola (dalla scuola d’infanzia alle superiori ) , mondo del lavoro; il rispetto della territorialità: ogni nostro ragazzo ha diritto a vivere nel territorio che sente suo, dove è conosciuto e non deve essere spostato come una borsa nell'interesse dei servizi, che in virtù della necessità di parlare di progetti e di percorsi individuali, devono loro adattarsi alle esigenze persone; l'opportunità di vita per gli adulti: e non presa in carico che spesso per gli adulti significa istituto. Opportunità di vita, occupazione, lavoro più o meno assistito o protetto che permetta ai nostri ragazzi di dare un senso alla propria vita. Uscire dalla logica del posto, del posto letto, dei contenitori e concentrarci sulle opportunità di vita attraverso progetti e percorsi individuali; la realizzazione nel territorio di ciascuna persona affetta da disabilità di una domiciliarità protetta: il diritto a vivere in piccole abitazioni, appartamenti, case, insieme a qualche altra persona con la protezione e l'assistenza dei servizi".

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