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giovedì 01 settembre 2016

Attualità giovedì 21 agosto 2014 ore 17:37

Cambia la legge, gli scarti si possono bruciare

I residui delle lavorazioni agricole e forestali (le potature) non sono rifiuti, per la Regione. Ma attenzione al periodo di massimo rischio incendi

TOSCANA — Gli scarti delle lavorazioni agricole e forestali, non sono "rifiuti", pertanto si possono bruciare e non c'è bisogno di autorizzazioni e di ordinanze dei Comuni. Naturalmente, tutto questo è possibile soltanto al di fuori del periodo ad "alto rischio" per gli incendi boschivi, che in Toscana termina quest'anno, salvo proroghe, il 31 agosto prossimo.

La novità è contenuta nella legge 116 dell'11 agosto 2014, entrata in vigore oggi.

"È un cambiamento positivo, che abbiamo sostenuto – commenta l'assessore all'agricoltura e foreste della Regione, Gianni Salvadori– perché la Toscana ha sempre considerato l'abbruciamento controllato dei residui agroforestali, come ad esempio le potature, una normale pratica agricola disciplinandola nell'ambito della propria normativa forestale".

La raccolta e l’abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri (unità di misura di volume, usata per il carbone e il legname da ardere, equivalente a un metro cubo) per ettaro dei materiali vegetali agroforestali effettuati nel luogo di produzione "costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti", e non attività di gestione dei rifiuti.

Permane il "divieto di abbruciamento nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni.

E nel caso in cui i Comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale sospendano, differiscano o vietino la combustione dei materiali vegetali all'aperto in caso di condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana".

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